N°760 Classic T.T.TEAM

TOMMASO CASTELLAZZI

(ita) 1.78m / 76kg

Hobbies

Sport in generale, canoa, sci, mountain bike

Interview

“Mi considero un gentleman driver e spero di ritrovare questo spirito al bivacco”

Tommaso Castellazzi è una persona peculiare, per due motivi: è stato partorito in auto, “quindi era inevitabile che diventassi un appassionato di auto” come dice lui; gli piacciono i rally ma gli piace correrli da solo, facendo sia il pilota sia il navigatore. Ha sempre corso con il suo Land Rover, prima un 100 ora con un 90 e il suo è davvero uno spirito di adattamento. Ha sempre corso con i suoi mezzi, con risorse limitate e in totale autonomia, per il puro gusto di vivere le gare alla vecchia maniera. È anche – e soprattutto – un gentleman driver, uno di quelli che se vede un altro concorrente (o anche uno del pubblico!) in difficoltà lungo il percorso si ferma ad aiutarlo, finchè può. Gli piace la sabbia perché è l’ambiente ideale per il suo veicolo, molto di più dei sassi, anche per via della poca elaborazione che gli è stata fatta. L’intervento più importante è stato l’inserimento di un motore Iveco con il relativo cambio. Per i motivi di cui sopra, una parte del tempo dedicato alla preparazione della macchina per la sua Dakar 2022 è stato dirottato a spostare gli strumenti di navigazione e… installare un secondo sedile! Su quel sedile ci sarà Stefano Dalla Valle, uno che vive nelle moto da sempre, prima per passione e poi per lavoro essendo titolare di un’azienda che produce parti speciali. Si è avvicinato alla Dakar perché è il sogno di tutti i rallysti e ha conosciuto Castellazzi grazie al tramite di Oscar Polli, un amico comune. Castellazzi l’ha scelto perché cercava qualcuno che sapesse navigare (e chi meglio di un motociclista?), sapesse mettere le mani su una macchina e “non è un fighetto, si accontenta anche lui di stare su un vecchio Land che non è certo una formula 1”.

T.C. – “Sono stato partorito in automobile, quindi era inevitabile che mi venisse il pallino delle auto. Negli ultimi vent’anni ho sempre fatto rally, dal Faraoni al Desert Challenge, ma sempre da solo, perché sono un solitario e mi piace guidare e navigare tutto insieme. Corro con il mio Land Rover del ’94, al quale non ho fatto grandi modifiche se non mettergli un motore Iveco con il relativo cambio e renderlo adeguato alla coesistenza di due persone. Dato che alla Dakar non puoi fare tutto da solo mi sono cercato un navigatore che sposasse la mia filosofia ‘essenziale’ e ho trovato un buon complice in Stefano. Ho una grande esperienza di rally ma mi aspetto che la Dakar sia molto più impegnativa, ma nella Classi spero di ritrovare un’atmosfera che adesso di fa un po’ fatica a trovare nelle gare: agli inizi, chiunque poteva iscriversi alla Dakar con qualunque mezzo e poi ci si aiutava un po’ tutti per arrivare – o almeno tentare di arrivare – in fondo; io sono ancora così, un gentleman driver che si ferma ad aiutare chiunque sia in difficoltà. Essendo la Classic meno esasperata, almeno sulla carta, spero di trovare tanta complicità e solidarietà tra tutti. La storia della regolarità con le medie è tutta nuova per me, quella sì sarà una cosa che dovrò imparare in fretta. Ma almeno lo faremo in posti che dicono essere magnifici, non vedo l’ora di vederli.”

S.D.V. – “Nella vita faccio l’imprenditore e ho un’azienda che fa parti speciali per le moto, quindi sono inevitabilmente anche un grandissimo appassionato di queste competizioni. La Dakar è un grandissimo sogno per me e sono contento di farla in questa formula particolare che è la Classic. Sarà una gara dura con molte incognite, però confido nelle nostre capacità e spero davvero di riuscire a concluderla nel miglior modo possibile.”

Vehicle

T.T.TEAM

LAND-ROVER DEFENDER 90
T.T.TEAM

  • LAND-ROVER
  • DEFENDER 90
  • 97 Intermediate Average

Ranking 2022

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