N°121 دراجة JOYRIDE RACE SERVICE
السائق
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LORENZO MARIA FANOTTOLI

(ita) 1.8m / 85kg

الهوايات

Sciare, andare in macchina, bicicletta

الجهات الراعية

CBI GHANA / MONTEROSA CONSTRUCTION / VACC TECHNICAL / DAHLSFLAGFABRIK / WOB DESIGN / OSCAR POLLI COACH / YAKA - TASTE OF AFRICA / PETRI TORINO / RESPECT HEALTH

2022 - Rookie

2021 - Rally Andalusia
2021 - Rallye du Maroc

مقابلة

“Nel mezzo del nulla in Marocco ho deciso di ingoiare le mie paure e buttarmi nell’avventura della Dakar”

La sabbia del deserto è parte integrante della vita di Lorenzo Maria Fanottoli sin dalla tenera età. Nato e cresciuto in Ghana da genitori Italiani, vi è rimasto fino all’età di 9 anni prima di ritornare in Italia, almeno fino alla fine delle scuole. A 19, il richiamo dell’Africa è stato più forte e vi è ritornato per lavorare nell’azienda di famiglia che si occupa di costruzioni, prima in Ghana poi in Nigeria. Ha iniziato sin da subito ad andare in moto, complice una famiglia di motociclisti e la sabbia e le dune sono diventate il suo pane, oltre al motocross. Nel 2022 sarà al via alla sua prima Dakar, un sogno che sta realizzando dopo aver corso il Rally di Andalusia e il Rally du Maroc.

L.M.F. – “La mia famiglia ha strettissimi rapporti con l’Africa sin dagli anni ’20, io stesso sono nato e cresciuto in Ghana e a differenza di tanti miei connazionali ho avuto la fortuna di vedere i mezzi della Dakar sfrecciare sulla sabbia dal vivo, invece che in televisione. Mi hanno affascinato sin da subito ed essendo mio papà grande appassionato di moto non è stato difficile convincerlo farmi provare una moto. Da lì ho iniziato con il cross e con l’enduro, poi a 18 anni sono andato a fare un viaggio di 7 giorni in Marocco e lì mi è venuto il pallino di correre la Dakar. Ho masticato quest’idea per un bel po’, finché l’anno scorso ho deciso di ingoiare i miei dubbi e paure e ho iniziato a prepararla sul serio. Ora che manca poco inizio a sentire un po’ di nervosismo, dormire la notte non è semplice perché ho già in mente le cose che mi aspetto di vedere. La mente, in effetti, sarà un elemento chiave: fisicamente ci si può allenare, e io l’ho fatto bene con l’aiuto di Oscar Polli e Stefano Ledda, ma sarò tante ore da solo e bisogna essere sempre concentrati, senza perdere la lucidità. Il Rally du Maroc mi ha dato una grande lezione su questo: il primo giorno ho rotto il motore, il secondo mi sono perso, lì ho capito che non devo sempre andare a fondo ma devo rimanere lucido e fare le mosse giuste, perché è una questione più di resistenza che di velocità. Chi l’ha già fatta mi ha raccontato di paesaggi mozzafiato, canyon imperiosi, dune imponenti… non vedo l’ora di gustarmi tutte queste meraviglie con i miei occhi, anche se devo ammettere che farei volentieri a meno delle pietre.”

المركبة

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HUSQVARNA 450 RALLY REPLICA
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