N°146 Moto AGIF AL AVIV
piloto
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ELIO AGLIONI

(ita)

2019: Moto DNF

2017: Desert Challenge Abu Dhabi
2014: Rally dei Faraoni
2012: Rally Merzouga

Interview

“Non mi piace lasciare le cose a metá”

La passione per i rally di Elio Aglioni arriva nel tempo, dopo una serie di esperienze in altre discipline. 55enne che di professione fa il medico chirurgo, Aglioni inizia la sua carriera nel motocross raggiungendo anche discreti risultati a livello nazionale, ma dopo innumerevoli infortuni e fratture decide di abbandonare le piste con i salti. Si dà così ai viaggi in fuoristrada: Algeria, Egitto, Marocco, Sud Africa sempre al seguito di qualche viaggio organizzato. La natura “turistica” di quelle esperienze non lo soddisfano appieno e la vicinanza con piloti professionisti inizia ad instillargli il seme delle competizioni rally raid. Complice un incidente nel deserto che gli fa capire l’importanza di avere un’assistenza medica al seguito, decide finalmente di darsi alla competizione e si iscrive al Merzouga Rally. La navigazione così particolare di quel rally lo mette un po’ in difficoltà, ma i consigli degli amici lo portano a provare il Rally dei Faraoni, che essendo più veloce e guidato lo conquista, tanto da chiudere nei primi 10 assoluti. Da lì prosegue verso il Desert Challenge di Abu Dhabi a finalmente alla Dakar. La sua prima partecipazione è del 2019, ma l’esperienza finisce anzitempo per un guasto meccanico della moto. Iscritto già all’edizione del 2021, ha dovuto rinunciarci per la frattura alla spalla rimediata in allenamento durante l’estate.

Aglioni – “Se c’è una cosa che mi ha sempre dato fastidio nella mia vita è stata non finire le cose che ho iniziato. La Dakar non fa eccezione: ci son venuto nel 2019 ma ero piuttosto impreparato, specialmente per quanto riguarda la moto perché non avevo un gran budget. Ho preparato un mezzo mettendo insieme vari pezzi di altre moto, con un allestimento casalingo che alla fine si è rivelato fatale, dato che un guasto meccanico mi ha messo fuorigioco prima della fine della gara. Per il 2022 ho preso una moto più idonea, una KTM Rally Replica che non mi lascia scuse e mi sono anche preparato meglio. Avrei voluto partecipare nella Original by Motul ma alla fine ho dovuto prendere l’assistenza, anche se in realtà mi farò solo trasportare i materiali e farò tutto da me: una malles moto fuori dalla malles moto. È una sfida nella sfida, ma per me è o così o niente. Non mi piace lasciare le cose a metà, la Dakar è un po’ uno sfizio ma voglio provarci un’ultima volta con la moto giusta e con migliori presupposti, come ad esempio la mia esperienza e la testa, che spero mi aiuteranno. Mi lascia amaro in bocca averci provato una volta e aver finito male, voglio provarci un’altra volta e finire bene.
Sono 12 tappe che mi aspetto che siano 12 maratone. Sarò messo alla prova sotto ogni punto di vista, fisico e mentale, spero di avere stavolta i requisiti che servono per finire. È la gara più difficile del mondo in questo ambito quindi ci si allena e ci si prepara ma bisogna anche essere consapevoli che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, non sai mai cosa può andare storto. Cerco di mettere insieme più pezzi del puzzle possibili e poi mi giocherò le mie carte.”

Vehículo

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KTM 450 RALLY FACTORY REPLICA
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